Sci Roccaraso: la storia

Sci Roccaraso: la storia dal 1929 ai giorni nostri

Indice

 

 

I saltatori

Una parte importante nella storia dello sci di Roccaraso, la fanno i trampolini e i suoi saltatori.

Il fantastico volo sugli sci che tanto ha emozionato. 

In paese ci sono ancora i resti del trampolino Roma, che tanti atleti nazionali e internazionali ha visto gareggiare per il salto perfetto. 

Nella gara Coppa Principe di Piemonte, fu Umberto di Savoia a presenziare e il norvegese Per Kjellberg, allenatore della squadra italiana, a rendere onore al Principe. 

Le gare si svolsero ogni anno e nel 1964 fu il presidente della Camera Giovanni Leone, a premiare il saltatore olimpionico Giacomo Aimoni. 

 

Sci Roccaraso: i trampolini

 

Sci e turismo

E’ l’intesa perfetta. Presto si mise in moto l’industria dell’ospitalità. Nel 1938 arrivarono a Roccaraso sedici treni con quindicimila sciatori. 

Ad accogliere questo fiume di persone, 7 alberghi, 6 pensioni, un rifugio, oltre 85 affittacamere tra ville e case private

Ma anche la slittovia, una scuola di sci, un servizio di slitte e portabagagli, un teatro tra i più antichi d’Italia, il Circolo dei Forestieri, due campi da tennis e un piccolo campo di pattinaggio a rotelle, completavano l’offerta turistica. E i sentieri della montagna, d’estate. 

Negli anni, tanti ospiti importanti e tante persone sconosciute hanno dato lustro alle Stagioni della neve. Con i roccolani impegnati a rendere piacevole e confortevole il soggiorno dei forestieri. 

Roccaraso divenne il punto di riferimento per lo sci nel centro sud Italia e il treno era il mezzo ideale per raggiungerlo. Solo i più facoltosi raggiungevano Roccaraso in automobile. 

 

Dal connubio auto e sci nacquero le Autosciatorie del Raci-Reale automobil club d’Italia, gare con pilota e sciatore. Partenza in auto da Castel di Sangro fino a raggiungere il trampolino di Roccaraso, dove lo sciatore affrontava 5 km di sci di fondo. Al termine della gara venivano sommati i due tempi. 

Nacque la pista per lo slalom speciale, dotata di un impianto di illuminazione per sciare anche di notte. 

La qualità dei servizi per gli sciatori e l’ospitalità dei suoi abitanti, fecero di Roccaraso il punto di riferimento degli Appennini per gli amanti della montagna.

Definita il tetto del mondo dei gioranlisti dell’epoca.

 

Sci Roccaraso: i forestieri

 

La slittovia

Il 29 dicembre 1937 è un’altra data storica per lo sci di Roccaraso. La pratica dello sci era ben sviluppata, ma si rendeva necessaria una svolta.

La località sciistica aveva bisogno di una funivia.

Così arrivò da Cortina quello slittone in legno, sul percorso più ripido tra quelli esistenti all’epoca. E dotò Roccaraso del primo impianto di risalita: la Slittovia di Monte Zurrone

 

Fu inaugurata dal Principe Umberto di Piemonte, che scese per primo all’arrivo dell’impianto, per affrontare la ripida discesa della pista Napoli.

Il Principe, amico dei roccolani, aveva vissuto tutti i preparativi della costruzione della Slittovia. 

C’era un punto di ristoro, dove i turisti che non sciavano, si fermavano a prendere il sole e ad ammirare il meraviglioso paesaggio che si apriva ai loro occhi: La Majella, il Monte Secine e il Mare Adriatico. 

 

La distruzione

Arriva il capitolo più doloroso. Quello che non vorrei raccontare, ma che fa parte della storia di Roccaraso e non può essere ignorato. 

Nel 1943 i soldati tedeschi occupano il paese, al centro della Linea Gustav, per la sua posizione strategica a difesa della risalita degli Alleati. 

Sfollano la popolazione e prima di andare via, minano e distruggono tutto: case, ville, chiese, teatro, alberghi e la pineta. 

Roccaraso non esiste più. Resta solo il muro della terra vecchia che vediamo di fronte la Piazzetta.

 

La rinascita

Dalla distruzione totale emerse l’orgoglio, il desiderio di ricominciare. E l’intraprendenza di alcuni imprenditori fece sì che si ricostruirono prima gli alberghi che le case.

L’opera di ricostruzione si compì alla fine degli anni ‘50. Si ricostruì il paese che tanto lustro aveva dato fino a quel momento in Abruzzo, con la sua industria dell’ospitalità. 

La città modello della montagna abruzzese

La macchina del turismo riprese a funzionare. Sorsero nuovi alberghi, si costruirono nuovi impianti di sci, si sviluppò l’attività sciistica sull’Aremogna in quota. 

Sciatori e turisti si moltiplicarono. 

E Roccaraso tornò finalmente a pieno titolo tra le prime località sciistiche della montagna italiana.

 

Sci Roccaraso: i primi alberghi

 

I suoi primati

  • Il primo slalom gigante d’Italia fu organizzato a Roccaraso. All’epoca il più popolare sport invernale era lo sci di fondo, oggi è lo sci alpino.
  • La prima scuola di sci italiana sorse qui. I fratelli Valle fondarono la Scuola Tecnica dello Sci, l’unica riconosciuta dalla FIS.
  • Il primo palo snodato della storia dello sci. Durante una gara di slalom a Roccaraso negli anni ‘40, il tracciatore Fernando Menzocchi usò per la prima volta in Italia e forse in Europa, rudimentali pali snodati.
  • Il primo aereo con gli sci. Nel gennaio del 1930, Italo Balbo trascorse un fine settimana a Roccaraso. Dedicò il sabato allo sci e la domenica al volo. Era la prima volta che veniva sperimentato in Italia un aeroplano munito di pattini da neve.
  • Il trampolino di salto e altre competizioni.  Dalla metà degli anni ‘20, diverse competizioni di livello nazionale e internazionale caratterizzarono gli inverni di Roccaraso.

 

La prima parte della storia la trovi qui.

 

Vieni a vivere una delle località sciistiche più importanti d’Italia.

 

 



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