Il borgo di Roccapia a pochi km da Roccaraso

Rocca Pia: un borgo di sorprese

Indice

 

Un borgo d’altri tempi, carico di fascino e di tradizioni.

Un paese con i panni stesi ad asciugare al sole e le salite di sanpietrini che portano verso il cielo.

Rocca Pia affascina nel suo abito minuto, nel suo essere di passaggio con la maestria di saperti trattenere e cullare.

Con appena 190 abitanti, si trova a 1100 metri s.l.m., a metà strada tra SulmonaRoccaraso, e si raggiunge in appena 14 minuti.

 

Roccapia, un borgo d'altri tempi

 

Cosa vedere a Rocca Pia

Il borgo si caratterizza per le piccole scalinate esterne con pianerottolo coperto e per le strade in salita che sembrano aprire orizzonti incantati.

Da visitare la Chiesa di S. Maria Maggiore, che offre anche una bella vista sul borgo.

Da non perdere la Chiesa della Madonna del Casale, situata in territorio di Rocca Pia sull’Altopiano delle Cinque Miglia, che si percorre per raggiungere Rocca Pia partendo da Roccaraso.

 

Roccapia: Chiesa

 

Rocca Pia: cosa fare in inverno

Il borgo è anche sinonimo di ciaspolate, specie nella splendida Valle Gentile, che si raggiunge percorrendo un piccolo tratto della vecchia strada statale, nota come Napoleonica: un’esperienza unica e da non perdere. 

 

Rocca Pia: cosa fare in estate 

L’altitudine e il clima permettono passeggiate a piedi, in mountain bike o nordic walking, ma anche splendide escursioni su sentieri sempre ben segnalati, come quello di Monte Rotella.

Da non perdere anche il giro delle erbe sui monti circostanti, dove crescono erbe spontanee, come la genziana, il sambuco e il cardo, utilizzabili anche in medicina.

 

La cucina tipica

Tanti sono i piatti tipici che è possibile gustare nei vari ristoranti e trattorie, anche rivisitati in chiave moderna.

Da provare è sicuramente il panecuotte‘, un pane raffermo condito con molti ingredienti, sapientemente mescolati tra loro, come le patate, il lardo e il pomodoro a pezzi.

Degne di assaggio sono anche le patane arraganate‘, tagliate a fette e condite con baccalà e mollica di pane mescolata all’origano, una vera prelibatezza.

E poi, come in tutti i borghi della zona, la pasta fatta in casa e la carne, soprattutto di pecora e agnello.

 

Eventi

La festa della Madonna del Casale, che si tiene la prima domenica di luglio e la sagra della ‘pecora al cutturo’, in agosto, solitamente nella seconda settimana.

 

Roccapia in estate: Chiesa della Madonna del Casale

 

Curiosità su Rocca Pia

Il nome

Ha subito un’evoluzione storica molto interessante.

Si chiamava inizialmente Florina, derivato dal luogo in cui sorgeva la chiesa di San Marcello donata ai monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno, che abitavano le montagne che ancora oggi proteggono le case.

Questa chiesa si diceva facesse ombra alle case e da qui il secondo nome del borgo: Roccavalleoscura o Valleoscura.

Nel 1815, poi, il borgo si guadagnò il nome di Rocca Letizia, in onore di Letizia Bonaparte, madre di Napoleone.

In realtà, gli abitanti di Roccavalleoscura non vedevano di buon occhio i francesi e si narra che per protesta, continuarono a chiamare il loro paesello, ormai sviluppato e ingrandito, con il nome che da sempre lo aveva contraddistinto. 

Fin quando, durante una visita del re Vittorio Emanuele, gli abitanti pregarono il loro sovrano affinché togliesse ombra e buio da quel borgo: il re decise così di chiamarlo Rocca Pia, in omaggio a sua figlia Maria Pia.

 

Il borgo di Roccapia a pochi km da Roccaraso

 

Tracce di guerra

Durante la seconda guerra mondiale, Rocca Pia venne assediata dai tedeschi. Arrivarono nel 1944, durante l’ultima fase della guerra, quella della fuga. 

Rocca Pia ha sempre avuto un elemento di strategica importanza: le montagne. 

Così i tedeschi decisero di iniziare a scavare le gallerie nelle montagne. 

Un’impresa lunga e difficile, che li costrinse a stabilirsi a Rocca Pia, sottraendo stalle e pagliai agli abitanti. 

I tedeschi non finirono mai la loro galleria, ma oggi rimangono ancora tracce di quell’opera.

Proprio sotto quella montagna, un signore che nel 1944 aveva solo 4 anni, nel 2001 ci ha costruito il suo angolo in cui passare le giornate da nonno. 

Quel bambino che si sentiva ripetere dai genitori di non avvicinarsi a quella montagna, venti anni fa ha preso coraggio e proprio lì oggi spacca la legna che brucerà nel suo camino, raccoglie le prugne che nascono dagli alberi lì intorno e insegna ai nipoti quanto c’è di più bello da sapere sulla vita.

 

La ciambella della sposa

La cucina roccolana è fatta di componenti povere, perché la storia della sua gente è legata alla terra e ai suoi frutti. 

Erano poche le occasioni in cui si impastavano pietanze zuccherate, perché lo zucchero costava caro. 

Ma quando si trattava di festeggiare un matrimonio, oltre al corredo che portava in dono la sposa, si sigillava l’unione degli innamorati con un dolce fatto di una pasta durissima, difficile da spezzare. 

Un dolce fatto a forma di ciambella, con la glassa bianca sopra a ricoprirne la superficie. 

In realtà, la tradizione vuole che questa ciambella, impastata dalla sposa, venga rotta dal padre dello sposo e dal padre della sposa il giorno delle “prime promesse”. 

È un’usanza tramandata di generazione in generazione e qualche leggenda narra che se la metà più grande della ciambella resta in mano al padre dello sposo, il primogenito sarà maschio, al contrario, sarà una femmina.

 

Rocca Pia, un borgo di sorprese.

 

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