Pescocostanzo la perla a due passi da Roccaraso

Pescocostanzo: un gioiello tra arte e storia

Indice

 

 

La nostra Pescocostanzo

 

Nu stamattina non era alla Piazzetta.

Al suo posto un foglio di carta riciclata “Ho bisogno di ispirazioneci vediamo dopo”.

 

L’ho preso, aveva il suo profumo.

Poi mi sono accorto di una scritta sul retro “Non ti ho fatto il caffè perché a te non piace freddo”.

A volte anche non fare una cosa è amore.

 

Ma anche se lei è imprevedibile come il vento di montagna, forse so dove è andata e sono davvero curioso di scoprire se ho indovinato.

Salgo in auto, appena qualche minuto e sono a Pescocostanzo.

 

L’atmosfera che mi circonda, mi porta in un’epoca rinascimentale che mi sarebbe piaciuto vivere.

La chiesa di Gesù e Maria e il convento dei Francescani mi catapultano subito nell’eleganza di un borgo da batticuore.

Se conosco Nu, non si sarà persa questo spettacolo. Ama troppo l’arte.

 

Chiesa di Gesù e Maria di Pescocostanzo

 

Con l’immagine di lei negli occhi, risalgo a piedi fino alla Collegiata di Santa Maria del Colle, mentre a sinistra scorrono le botteghe di un tempo, che solo a guardarle ti innamori.

 

Mi siedo su una panchina a riprendere fiato (eh sì, devo tornare ad allenarmi un po’…) e mi stupisco ancor

di più di tanta bellezza.

 

Il cielo sembra posato sul profilo della basilica e mi fa sentire bene.

In questo scorcio c’è Pescocostanzo, la sua storia, il suo volto più vero.

 

Mi guardo intorno e vedo solo il bello, ma stranamente Nu non c’è.

Guardo ancora la basilica, poi il mio sguardo si infila in una stradina di sanpietrini bianchi e neri.

Formano quasi una freccia e non posso fare a meno di seguirla.

 

Mi sembra quasi di vederla.

Ogni tanto il luccichio di un’arte orafa così pregiata mi acceca dalle vetrine.

 

Pescocostanzo: un borgo meraviglioso vicino Roccaraso

 

Lascio la basilica dietro di me e mi volto a guardarla rimpicciolire.

Lentamente raggiungo Piazza Municipio.

Il barocco dell’ex monastero di Santa Scolastica mi invita a riflettere, così mi fermo a riordinare le idee.

 

La torre dell’orologio domina una piazza di case chiare e storia.

I portoni in legno dei bar mi fanno immaginare artisti e scrittori e un caffè pregiato.

 

Tutta questa bellezza mi ha stordito, e anche se la conosco bene, ancora mi sorprende e meraviglia.

Mi siedo all’aperto per un po’, l’aria è piacevole e la vista è stupenda quando incrocia la magnifica fontana al centro della piazza.

 

Sono stato sempre attratto dal tempo, così chiedo informazioni a un signore anziano che mi passa davanti e mi conferma ciò che sapevo: la fontana è del XVII secolo.

Approfitto per chiedergli se ha visto Nu, fa cenno di no con la testa e mi saluta con un sorriso che sa di buono.

 

Ma dove sarà finita?

Forse il mio istinto stavolta ha sbagliato, ma almeno ho commesso un errore in un posto incantevole.

Qui il tempo che tanto adoro, pare essersi fermato e intrecciato nella bellezza della filigrana e dei merlettinei portali e nelle finestre che custodiscono questo tesoro.

 

Pescocostanzo: il borgo in fiore

 

Un momento!

Nu ama la fotografia!

Ora sono certo di trovarla.

 

Piazza Municipio si stringe verso una scalinata di pietra, la risalgo e improvvisamente tocco il cielo.

Si apre al cuore un belvedere, intimo e da conquistare, che mi fa dimenticare ogni cosa.

Nu non è qui, ma ora forse sono io che non voglio tornare.

 

Respiro l’aria pura e mi innamoro ancora una volta dei miei posti del cuore.

Ma nel mio cuore prima di tutto c’è lei.

 

Riprendo la ricerca, ma lo faccio lentamente, perché qui l’ansia scompare inghiottita dall’arte.

In questa caccia al tesoro, di tesori ne ho trovati tanti, tranne lei.

Nu non c’è, starà cercando la sua ispirazione altrove, in qualche altro bellissimo borgo del nostro amato

Abruzzo.

 

Porto con me tutto il bello che ho (ri)visto e mi avvio verso l’auto.

Poco prima di uscire dal centro storico, all’angolo della gradinata della basilica, c’è un bar.

Conosco il proprietario che appena mi vede mi fa accomodare e mi porta un caffè.

 

Ne avevo una gran voglia, deve averlo capito.

Lo bevo e annuso la tazzina vuota.

Quanto amo quell’odore.

 

Lascio i soldi sul tavolino ma il proprietario me li restituisce insieme ad un biglietto.

Mi guarda e mi sorride. Mentre lo leggo, se ne va.

 

“Almeno questo caffè era caldo”.

Nu è passata di qua. Ed è tutto ancora più bello.

 

 

 

Cosa vedere a Pescocostanzo: 

 

Pescocostanzo, vanta numerose architetture religiose e civili.

 

Tra le architetture religiose, meritano un visita:

 

  • la Basilica di Santa Maria del Colle e la Chiesa di Santa Maria del Suffragio dei Morti, accanto alla Basilica, risalente al XVI secolo;
  • la Chiesa della Madonna della Grazie, precedente il 1500, con all’interno le opere di Antonio Massaretti;
  • la Chiesa di Sant’Antonio Abate, di origini duecentesche, sorge in cima allo sperone roccioso sopra Piazza Municipio;
  • l’eremo di San Michele, fuori dal paese e scavato nella roccia, con pavimento in pietra e volta rocciosa;
  • la Chiesa di Santa Maria del Carmine, del XVIII secolo, in pieno stile barocco;
  • la Chiesa di Gesù e Maria, del XVII secolo, appena fuori il paese, con annesso ex convento, con pregevoli altari in marmo di Cosimo Fanzago e stucchi dipinti in oro;
  • l’ex monastero di Santa Scolastica, in Piazza Municipio, che ospita l’attuale Palazzo Fanzago, del 1624;
  • l’eremo di Sant’Antonio di Padova, del XIII secolo.

 

Chiesa di Pescocostanzo

 

 

Tra le architetture civili:

 

  • il Palazzo Fanzago, ex convento di Santa Scolastica, risalente al XVII secolo;
  • sempre del XVII secolo, il Palazzo Grilli, con l’aspetto di un palazzo fortificato;
  • il Palazzo del Municipio, del XVIII secolo, che rievoca la tipica abitazione pescolana, con scala esterna e ballatoi;
  • del XVII secolo, il Palazzo Ricciardelli, del patriota Nicola Ricciardelli;
  • il Palazzo Cocco, con eleganti finestre settecentesche;
  • la Fontana di Piazza Municipio, del XVII secolo, in ferro e pietra, con putti di scuola pescolana e conca abruzzese, aggiunta nel Novecento;
  • la Fontana Maggiore, del XV secolo, ampliata nel ‘700 con bassorilievo e rilievo del ciclo della vita.
  • le tante botteghe di arte orafa e di artigianato.

 

 

La piazza principale di Pescocostanzo

 

 

Cosa fare a Pescocostanzo:

 

In inverno, sci di fondo, da discesa, snowboard e ciaspolate.

In estate, nordic walking, equitazione e mountain bike. Ma anche escursioni e passeggiate al bosco di Sant’Antonio, una faggeta secolare di 550 ettari.

 

Da non perdere il Museo dell’Artigianato Artistico, con prodotti dell’artigianato locale, in pietra, legno, ferro battuto e il Museo del merletto e del tombolo all’interno del Palazzo Fanzago, in Piazza Municipio, con pregiati ricami settecenteschi.

 

Se avete tempo, anche il Museo della Basilica, presso la Colleggiata di Santa Maria del Colle e il Museo delle Origini, con attrezzi del lavoro contadino e antiche mappe.

 

Eventi da non perdere:

 

Ogni anno tra il 16 e il 17 gennaio, la festa di Sant’Antonio Abate, antica festa contadina con fuochi invernali, scalderà il rigido inverno.

 

A fine estate, non puoi mancare all’appuntamento con la Festa degli Antichi Mestieri, una rievocazione storica affascinante e degustazione enogastronomica.

 

Piatti tipici di Pescocostanzo:

 

Al primo posto il tipico dolce abruzzese, le pizzelle o ferratelle, nella versione pescolana, preparate con la cannella.

 

I tacconi con orapi, pasta fresca con i deliziosi spinaci selvatici.

 

Gli immancabili cazzarielli e fagioli, la polenta, le pizze fritte. Ma anche le scarselle di pasqua e i panzerotti con la ricotta.

 

 

 

 

Per scoprire la bellezza degli altri borghi vicino Roccaraso, non perderti Rivisondoli e Pietransieri.

Per conoscere meglio Roccaraso, immergiti nel racconto della “Terra vecchia” e scopri cosa fare in una giornata a Roccaraso.

 

 

Scopri le meraviglie di Pescocostanzo, grazie ai preziosi consigli di Nu.

 

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