Cascate del Verde: uno spettacolo che lascia senza fiato

Cascate del Verde: un viaggio alla scoperta di Borrello

Indice

 

Il nostro racconto delle Cascate del Verde

C’è un posto non lontano da qui. Ci siamo stati una volta e Nu se ne è innamorata profondamente.

La guardo dormire. Oggi in Piazzetta è una giornata tranquilla, io ho preso il caffè e le ho preparato la colazione.

Ma soprattutto le ho preparato una sorpresa.

 

Lo zaino è già in auto e lei è pronta, la sua bellezza per un attimo mi fa dimenticare tutto il resto.

Sulla porta di legno, un leggero vento fa oscillare lievemente la ghirlanda fatta a mano da Nu.

Ha una grande arte in quelle dita, tira fuori il bello.

Dove andiamo?”

Le rispondo con un sorriso. So che ha già capito ma fa finta di niente. A volte è amore anche assecondare.

Arriviamo a Borrello in poco più di mezz’ora.

 

Un viaggio di sguardi e qualche curva piegata dolcemente, il mio finestrino sempre mezzo aperto sui boschi che proteggono la strada.

E’ un luogo particolare, quasi sospeso tra il cielo e le cascate, uno di quei posti che ti ritrovi ad amare per caso e per sempre.

L’aria è blu, il silenzio ci fa parlare sottovoce.

Chiamiamo la nostra amica Vittoria, che si occupa di tartufi da sempre.

La salutiamo con la promessa che ci saremmo visti più tardi.

 

Raggiungiamo la piazza vecchia.

E’ lì che vive Borrello, in un centro storico dominato dalla chiesa Madre e dal teatro all’aperto.

Facciamo sempre questa passeggiata quando veniamo qui ed ogni volta scopriamo qualcosa di diverso, magari anche un profumo o una pietra bianca della chiesa di Sant’Egidio, dalla forma sorprendente, che ci lascia fantasticare, come se fossimo bambini. O semplicemente due sognatori.

Restiamo lì per un po’, a giocare a nascondino e ad inventare storie d’amore.

Ma la bellezza non può più aspettare, così torniamo in auto.

In radio passa ‘Nessuno tocchi l’amore‘ di Zero e ci guardiamo ancora come la prima volta, mentre il motore si spegne.

 

Borrello: un borgo autentico

 

Siamo qui.

Nel piccolo parco i bambini, più o meno piccoli, dondolano con o senza altalena. Qualcuno sorride, uno moro e magrolino se ne sta in disparte su una panchina verde.

Io ero quello lì, sai?”

Nu mi guarda e mi regala un bacio.

Lo so, ti amo anche per questo”.

L’avventura continua, una stradina sterrata, di pietra bianca, ci fa proseguire con attenzione.

Una scolaresca molto nutrita, anche per via del peso corporeo di ogni alunno, ci precede.

Mi diverte guardarli camminare, il loro zaino pesante li mette in gara con l’equilibrio.

Proprio quello che ci tiene insieme e liberi allo stesso tempo.

 

Nu scatta fotografie, qualcuna la fa scattare a me.

E tra immagini che fermano il tempo e il vociare che ci raggiunge, al bivio prendiamo a sinistra, come tutti i ragazzini che ci precedono.

La strada fa per entrare nella montagna, come fosse una freccia nel cuore.

Andiamo a vedere le cascate naturali più alte d’Italia. Non l’avrei mai detto!”

Si finge sorpresa, in quegli occhi luccicanti scorgo la tenerezza di chi ama davvero, una tenerezza che si mescola al bosco e lo rischiara.

Procediamo mano nella mano, come i due ragazzini davanti a noi.

Deve essere il loro primo amore e non potevano scegliere un luogo più puro per goderselo.

Gli altri ridono, ma loro se ne stanno vicini e si proteggono.

Sono belli, almeno quanto la natura che li osserva.

 

La strada scende fino a raggiungere dei gradini, alcuni più alti e altri meno.

Nu mi guarda “duecentocinquanta”.

Le accarezzo i capelli “duecentocinquanta”.

La sintonia tra noi è qualcosa di inspiegabile. Si guarda negli occhi e si legge nelle parole.

Iniziamo a scendere, la vegetazione intorno a noi si fa a tratti più stretta e poi d’improvviso lascia libero lo sguardo.

Un sorso d’acqua e abbiamo già raggiunto alcuni ragazzi. Altri risalgono. Uno di loro ci guarda “è faticoso ma ne vale la pena”.

Ha ragione. E’ uno spettacolo da conquistare ma da non perdere. Un po’ come Nu.

Devo ammettere che lei in discesa se la cava piuttosto bene, vedremo se mi stupirà anche al ritorno.

Siamo quasi arrivati, il gradino duecentocinquanta è vicino.

 

Ma in quel momento nessuno conta più. Restiamo incantati dallo spettacolo straordinario che si spacca tra le rocce. E di nuovo, come se non l’avessimo mai visto, ci ritroviamo a sorprenderci.

E’ talmente bello che anche i due piccoli innamorati si sciolgono dall’abbraccio e restano senza fiato.

Le cascate del Verde tagliano la montagna e con un triplice salto piovono nel vuoto per duecento metri.

E’ un’esperienza sconvolgente, che finisce per appartenerti per sempre.

 

Cascate del Verde: uno spettacolo che lascia senza fiato

 

Una coppia di turisti svedesi ci scatta una foto. Sono giunti fin qui perché amano la bellezza.

Scambiamo due chiacchiere, parlano un italiano perfetto. I loro bambini ci salutano prima di allontanarsi e noi, chissà perché, ne restiamo sorpresi.

La staccionata di legno che ci divide dal vuoto non impedisce a Nu di scattare qualche fotografia.

 

Mi siedo poco più indietro, sull’ultimo gradino, e la osservo.

La osservo mentre cerca la giusta luce, l’angolazione corretta.

E mentre si incanta davanti a quello scenario superbo, d’improvviso mette via ogni tecnologia e si fa indietro, fino all’ultimo gradino.

 

Seduti, mano nella mano, in silenzio ci godiamo la bellezza.

Per un attimo guardo di lato. I due piccoli innamorati, sono lì, mano nella mano anche loro.

E’ proprio vero che ci si ritrova sempre, se si ama veramente.

 

Lo spettacolo delle Cascate del verde ti incanta!

 

Risaliamo piano i gradini, lei è decisamente più veloce di me, sottovalutavo le sue capacità atletiche.

Si ferma per guardare un fiore, ma so bene che l’ha fatto per aspettarmi.

Prendo anch’io un buon ritmo e in poco tempo siamo in cima, superando anche qualche ragazzino attardato dal peso del suo zaino.

Nel nostro ho messo solo acqua, così viaggiamo veloci.

 

Chiamiamo Vittoria.

Ci vediamo allo shangrilà”.

Lì, in un’atmosfera di casa, Vincenzina ci delizia con le sue prelibatezze al tartufo di Vittoria

Non si può passare da Borrello e non assaggiarle.

Ci salutiamo, con la promessa di rivederci presto.

 

Il tartufo di Borrello della fantastica Vittoria

 

Il viaggio di ritorno è pieno di emozioni che risalgono dal cuore, a volte basta poco per innamorarsi ancora.

Il motore sembra avere il suono delle cascate.

Tra le curve guardo Nu. E’ stanca ma rilassata.

Sapevi che ti avrei portata qui, vero?”

Sì. Ma con te ci tornerei anche altre duecentocinquanta volte”.

E il viaggio continua.

 

Origini di Borrello

Sorge in provincia di Chieti, a 804 metri s.l.m., a poco più di quaranta minuti da Roccaraso.

Di origine italica o romana, il suo nome discende dalla potente famiglia dei Borrello.

Il borgo venne interamente distrutto nel corso della seconda guerra mondiale e poi ricostruito con grande tenacia, anche se gli abitanti rimasero pochi a seguito della forte emigrazione verso l’America e l’Europa settentrionale.

 

Cosa vedere a Borrello

La chiesa Madre, che si trova all’interno del centro storico e quella di Sant’Antonio, sita invece al di fuori.

Il museo ai caduti del 1915-1918 è una tappa obbligata, anche per l’importanza degli eventi che ricorda, come pure il museo dell’arte contadina.

Da non perdere una visita alle botteghe dei tartufi, dove vi aspettano gusti e incontri straordinari.

 

Cosa fare a Borrello

In inverno la ciaspolata nel bosco di Montalto, tra splendidi abeti bianchi e orme di animali che vi divertirete ad identificare.

In estate è d’obbligo visitare le cascate del Verde, le cascate naturali più alte d’Italia.

Sono formate da un triplice salto che misura la bellezza di 200 metri.

Si raggiungono attraverso un percorso composto di circa 250 gradini, oppure attraverso una serie di percorsi, per raggiungere un luogo incantato e inaspettato, che non riuscirete più a dimenticare.

Ne vale la pena, davvero.

 

I sapori ed eventi

Qui cucina vuol dire tartufo.

Da Rio Verde tartufi si possono acquistare tartufi freschi e ogni preparazione a base di questo pregiatissimo tubero, tutto di altissima qualità.

E non dimenticate di fermavi a mangiare da Vincenzina a Lo Shangrilà, non ve ne pentirete!

La festa di San Vincenzo, il 5 aprile, quella di Sant’Antonio da Padova il 13, 14 e 15 giugno e quella del 13 dicembre in onore di Santa Lucia, ti faranno immergere nella tradizione di Borrello. 

 

I sapori di Borrello da Vincenza!

 

 

Le Cascate del Verde e il borgo di Borrello, sono una delle tappe dell’itinerario #toccalabellezza “Bellezza monti e mare”.